Siamo stati alla XII edizione del MEI. Il Meeting delle Etichette Indipendenti da anni di casa a Faenza.
400 artisti, 300 espositori, 250 clip, 150 media, 100 incontri e 50 operatori provenienti dall'estero questo e molto altro nella 72 ore di full immersion in tutta la nuova musica italiana.

Tanti i passi avanti dalla prima edizione. Dall'era del fax al boom di Facebook. Nel mezzo la nascita e lo sviluppo del web e dei suoi strumenti, dai siti ai blog, dalle web radio e tv a Myspace, con una diffusione esponenziale della musica e della sua distribuzione digitale.

Nel programma della kermesse anche Indipendulo, festival nel festival dedicato alle realtà più piccole del panorama delle produzioni indipendenti organizzato da Trovarobato assieme ad Audiocoop.

Incontrarsi, confrontarsi, condividere esperienze queste le parole d'ordine di questa edizione. A tratti caotica, densa, ma certamente uno straordinario momento di incontro di tutta la community della musica indipendente oltre che emergente.

Non perdersi mai d'animo, suonare, suonare tanto e autoprodursi magari per farsi conoscere inizialmente, questi i consigli da chi ci sta tuttora passando e cerca di trarre il massimo da occasioni di visibilità come questa. Perché si sa, le cose non sono facili in un mercato come quello italiano, dove già in passato si vendevano pochi dischi e oggi se ne vendono ancor meno. Ma sono proprio i più piccoli a muoversi con maggior velocità e intelligenza verso tutto quello che consente a una realtà locale di scansare lo scoglio delle grandi radio, di creare un'alternativa possibile alla mega distribuzione.

La musica indipendente italiana è in ottima salute, gruppi e solisti hanno idee e progetti in grande quantità, parole del Patron Giordano Sangiorgi che in conclusione ci ha regalato una ghiotta anteprima...

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