"Correggio Jazz"
MINGUS DYNASTY plus LYDIAN SOUND ORCHESTRA
Jaleel Shaw - sax alto; Robert Bonisolo - sax alto, tenore & soprano;
Wayne Escoffery - sax tenore; Pietro Tonolo - sax tenore & soprano, flauto;
Rossano Emili - sax baritono, clarinetto, clarinetto basso; Tatum Greenblatt - tromba;
J Kyle Gregory - tromba, pocket; Gianluca Carollo - tromba, flicorno; Ku-umba Frank Lacy -
trombone, voce; Roberto Rossi - trombone; Dario Duso - tuba;
Orrin Evans - pianoforte; Boris Kozlov - contrabbasso; Donald Edwards - batteria
Riccardo Brazzale - direzione

L'anno appena trascorso è stato particolarmente significativo per entrambe le formazioni che a Correggio condivideranno il palcoscenico per la prima volta, dando vita a una produzione originale e di largo respiro creativo, incentrata sull'esecuzione di composizioni di Charles Mingus e resa particolarmente stimolante dall'inedito amalgama strumentale e timbrico creato dall'unione dei due organici orchestrali.
Nel 2009 la Mingus Dynasty ha celebrato, con abbondanza di concerti, il trentennale della scomparsa del grande contrabbassista di cui porta il nome e del quale molti suoi componenti sono stati stretti collaboratori. Sotto l'egida di Sue Mingus, la vedova di Charles, che ne organizza l'attività, la Mingus Dynasty è la depositaria ufficiale di uno dei repertori più importanti della storia del jazz moderno. Creata poco dopo la morte del contrabbassista, la Mingus Dynasty è da sempre una garanzia di eccezionalità, pur nel continuo mutare dei musicisti che la costituiscono. L'espressività sopra le righe delle sue esibizioni e registrazioni sono pienamente in sintonia con l'immagine debordante di Mingus.
L'italiana Lydian Sound Orchestra, invece, lo scorso anno ha festeggiato nel migliore dei modi il ventennale dalla sua creazione: con una rinnovata attività sia concertistica che discografica e una duplice affermazione nel referendum Top Jazz (Brazzale si è imposto come migliore compositore/arrangiatore, mentre l'orchestra è risultata la seconda migliore formazione dell'anno). La collaborazione della LSO con la Mingus Dynasty non fa che confermare il tratto fondamentale dell'orchestra italiana: un gruppo di solisti chiamati a partecipare al lavoro creativo in maniera collettiva, secondo un metodo che ha il suo modello ideale proprio nel Jazz Workshop mingusiano.