Flashmusica ha intervistato per voi Sarah Jane Morris,uno dei nomi della musica mondiale che ha saputo imporsi con uno stile sofisticato e con produzioni importanti che nel tempo hanno spaziato dal pop al blues, fino al jazz, in concerto il 13 aprile e stasera al Bravo Caffé di Bologna...

di Francesca Miglioli

FM: Sei conosciuta a livello mondiale come un'artista che non scende a compromessi, nel campo del jazz così come in quello del rock, del blues e del po. Stasera ti esibirai sul palco del Bravo Caffé con Ian Shaw. Come nasce questa collaborazione?
SJM: So che altri mi percepiscono e si riferiscono a me come una cantante jazz ma io non mi sono mai considerata tale. In Inghilterra il Mondo del Jazz é piuttosto snob, e dato che io ho avuto anche una carriera pop non sono mai stata considerata una cantante jazz. Ian Shaw é invece conosciuto come uno dei più famosi cantanti jazz inglesi, e questo perchè ha reso molto chiaro il suo genere artistico. Nel mio caso invece non ho mai trovato uyn genere che mi rappresentasse completamente. Sono a mio agio nell'african blues, nel folk, nell'acustic soul, nel rock e nella classica, che riunisco insieme nella mia musica con un pò di jazz ma non tanto. Ma per qualche ragione la maggior parte dei luoghi in cui suono sono legati alla sfera del jazz e questo spiega come mai la gente mi associ a questo genere. in Italia ho avuto una hit "Me and Mrs Jones", leggermente jazz e anche questo deve aver contribuito. Ma stasera sono accompagnata da Ian Shaw,. che conosco ormai da 25 anni. Stasera ci saranno duetti tra noi accompagnati dal suo pianoforte, quindi non sarà il mio solito repertorio ma un viaggio attraverso le nostre sonorità vocali, nelle infinite possibilitàn del suo falsetto contrapposte ai miei bassi. Ci completiamo a vicenda e stasera sarà in primis un concerto tra due vecchi amici.

FM: Ho letto del Soupsong Project, legato alle canzoni di Robert Wyatt. Che cosa ci puoi raccontare in proposito?
SJM: Un progetto favoloso, creato da Amy Waited, che ha arrangiato le musiche di questo straordianrio artista. E' lei che ha riunito un team di musicisti che interpretano le sue canzoni, che rappresentano la quintessenza del nostro essere inglesi. Dieci musicisti insieme che si ascoltano l'uno con l'altra perchè amano ciò che fanno. Tra loro anche la cantautrice Cristina Donà, con cui sono rimasta amica e insieme a cui ho fatto alcuni duetti. Non sembra italiana nel modo di essere, una sorta di cittadina del mondo con una voce straordinaria, che amo ascoltare.


FM: Della tua voce hai detto che é una sorta di melange tra Nina Simone e Janis Joplin. E' ancora la definizione che meglio ti rappresenta?
SJM: Bè, la mia voce raggiunge note molto alte e adoro Janis .Mi lascio andare sul palco sino a incontrarvi i miei demoni. resto libera e temeraria ma a differenza di Janis (che aveva dipendenze legate alla droga e all'alcool) riesco a ritornare facilmente a essere soltanto Sarah jane Morris. Ho quasi interpretato la storia della sua vita al cinema, un'esperienza interessante perchè mi ha permesso di scoprire la storia del blues come donna.
Nina Simone é una delle mie cantanti preferite, in cui mi identifico perchè anch'io ho una voce molto bassa, come lei. Penso che la mia voce con gli anni si stia abbassando sempre di più. Ma mi rappresentano anche Tom Waitts, perchè come lui sono diventata un'attenta osservatrice della realtà che riporta strane storie accadute a me o altri. ho imparato a osservare negli ultimi 10 anni... 

FM: Quali sono i progetti per il futuro?

SJM: Ho un album in uscita a Ottobre 2011, interamente registrato a Roma, con musicisti romani. i partecipano anche Danilo Rea e Dominik Guillar (il chitarrista di Sting). E' un album maturo, in stile classico-contemporaneo, che mi permette a 50 anni di lavorare finalmente con un'orchestra in giro per il mondo. Ci sono canzoni di Boy george, Pino Daniele, Debussy e addirittura Morricone su cui ho scritto i testi... Poi ci sono altri progetti, come quelli co-scritti con Tony Reims (che mi divido con Annie Lennox), dedicati all'Africa. Il tema é il continente nero ma attraverso la musica più che con le parole, anche se c'è un impegno sociale e politico dato che parlo anche di violenza sulle donne, prigionie e dittature. Quindi Musica e Diritti Umani, ciò che sento, quello che mi rappresenta al meglio come cantautrice. Un progetto Africa-blues di alta qualità nonostante i pochi fondi.