Sulla mia strada - Ligabue
Ligabue
C'è chi mi vuole come vuole
un po' più santo
più criminale
e un po' più nuovo
un po' più uguale
mi vuole come vuole
c'è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c'è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l'ha offeso
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c'è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c'è chi mi vuole perfetto
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po': te come ti vogliono?
di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
Questa canzone l'ho ascoltata e riascoltata e mi procura sempre lo stesso effetto, tanta energia!
Dico questo perchè le parole che utilizza Ligabue, colpiscono una tematica che tutti nella vita si trovano ad affrontare: il fare i conti da una parte con il desiderio, le aspettative degli altri e dall'altra con il proprio desiderio.
c'è chi mi vuole come vuole, un po' più santo, più criminale, chi non mi vuole mai per niente.
Chi non si è trovato a domandarsi mia madre, mio padre come vogliono che io sia? Cosa si aspettano da me?
Nel mio lavoro, tutti i giorni, ascolto le storie delle persone, le dinamiche familiari, i desideri, le delusioni. Quando in terapia si fa un salto nel passato, i pazienti ti raccontano quand'erano piccoli, i desideri dei genitori, la storia del proprio nome, perchè Giovanni si chiama Giovanni e non in un altro modo, chi l'ha scelto?
Allora si ripercorre una parte della storia del soggetto. I miei genitori quand'ero piccolo, volevano che diventassi un calciatore, un medico, una ballerina, che fossi studioso, ecc; tutti i desideri dei genitori, tutte le loro aspettative. Il paziente tornato bambino racconta che a quei tempi i genitori avevano sempre ragione, la mamma a 7 anni decideva come vestirlo, cosa mangiare, e il bambino a suo modo provava ad accontentarli.
Improvvisamente, un bel giorno, tra i 13-14 anni, il bambino promesso calciatore, medico, ballerina, non ci capisce più nulla. Osserva il corpo cambiare, sente le prime pulsioni sessuali, ha delle alterazioni d'umore ingiustificate. Improvvisamente il mondo fatato, senza pensieri, responsabilità, senza scelte, smette di funzionare. Il ragazzo incomincia a chiedere ai genitori di voler uscire la sera, di fare tardi, di non entrare più in camera sua, di non stargli sempre così vicino "sa pensare con la sua testa".
In psicoanalisi questa fase della vita viene definita di separazione-individuazione.
Separazione dai genitori, perchè il ragazzo incomincia a crearsi delle proprie idee sul mondo, condivide i segreti con gli amici e non più con la mamma.
Individuazione perchè incomincia a domandarsi cosa voglio? a crearsi una propria identità. c'è chi mi vuole più me stesso e più profondo, più maledetto c'è chi mi vuole perfetto, di un po': te come ti vogliono? di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
Iniziano le lotte in famiglia, i miei genitori non mi capiscono, non mi ascoltano, non parlano la mia stessa lingua. Ci si sente soli con i propri pensieri, con la propria confusione. Può essere molto doloroso, difficile, non si sa bene cosa si vuole, faccio come vogliono loro o faccio completamente il contrario? ho il diritto di non sapere cosa voglio, ho bisogno di fare esperienze. Si aspetta qualcosa o qualcuno, si ammazza il tempo, si ammazza il lunedì, il martedì, il mercoledì e sembra che non succeda mai nulla. Si va avanti per prove ed errori, si assapora un po' la vita, si sbagliano strade, si intraprendono e poi si mollano, fino a quando, può succedere che c'è una strada che piace più delle altre. Si può sviluppare un interesse, una passione che non c'entra con i genitori, con gli insegnanti, con gli adulti.
Accade che in quella strada si sta bene, che quello che si fa, riesce bene, si è felici, i dubbi per il tempo che uno dedica a quella passione scompaiono, si è sicuri. Un oasi felice.
Ci si sente vivi e come dice Ligabue sono vivo abbastanza per di qua ovunque vada sempre sulla mia strada.
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