Gli uomini e le donne sono uguali - Cesare Cremonini
Gli uomini e le donne sono uguali
(Cesare Cremonini - 2002)
Giulia mi scrive da una carta da lettere bianca,
mi dice che sono uno stronzo di prima categoria,
io le rispondo: "la colpa non è mia!"...
...è colpa di Beatrice che a sua volta
mi scrive da una carta da lettere gialla
mi dice sono un materialista...
Chiara mi ha fatto una lista dei difetti che ho,
mia madre dice invece che non ne ho, che non ne ho, che non ne ho....
Guarda, non sono certo uno con cui far la guerra, capisco i tuoi progetti da perito,
ma io non sono un fidanzato e non sarò mai un avvocato e tantomeno tuo marito...
Va bene, ho capito, ma quello che ti dico non vuol essere un offesa al contrario,
è solo una difesa,
ma tu già non mi parli e fai l'offesa!!!
Ahi ahi ahi ahi!!!
Ho mille e più poesie, scritte da donne che erano mie, ma le ho già lasciate,
ancora innamorate, e c'ho un cassetto pieno delle loro lettere ordinate
di sole lamentele,
ma io non voglio rimanere intrappolato in una delle loro ragnatele,
mese dopo mese, diventerei fedele,
ma tanto non ci crede più nessuno alla favola di donne chiuse in casa
mentre l'uomo va al lavoro!
No, è solo un invenzione, le donne le ho capite perchè sono come loro:
romantico e sensibile, ma pure capriccioso,
passare le giornate insieme a loro,
e l' unico interesse è avere un uomo...
Gelosie, tradimenti, e notti col coltello in mezzo ai denti...
....e nelle mutandine le belle signorine si fanno corteggiare
dopo fanno le bambine,
altre fanno uso di parole come biglie
c'è chi le corteggia come dolci meraviglie,
ma io mi sono arreso, curando questi mali:
Gli uomini e le donne sono uguali!!!
Sono uguali!! Gli uomini e le donne sono uguali!!
Sono uguali!! Gli uomini e le donne sono uguali!!
Ricamo con la fantasia milioni di pensieri,
e l'unica certezza è che non sono nato ieri
quindi lunga vita ai fidanzati, uomini felici, uomini incastrati....
Ci risiamo: ma è quello che vogliamo!
Cerchiamo donne supersexy e poi ci lamentiamo,
chiediamo fedeltà assoluta e non la promettiamo,
capisco se una donna si ribella al capitano!
Ma va bene, giochiamo ad armi pari:
Gli uomini e le donne sono uguali!!
Sono uguali!! Gli uomini e le donne sono uguali!!!
Sono uguali!! Gli uomini e le donne sono uguali!!!
Sono uguali!! Gli uomini e le donne sono uguali!!!
Quando ascolto la radio, di solito, cambio spesso stazione in cerca di una canzone che mi parli, che mi trasmetta qualcosa. Quello che che trovo incredibile, nella musica, è che si possa sentire una canzone tante volte e che, ogni volta, trasmetta qualcosa di diverso.
E' quello che mi è successo con Hello, canzone cantata da Cremonini e Malika Ayane, una canzone che parla d'amore, del loro amore. Ma non voglio parlarvi di questa canzone, perchè questa volta ascoltandola, la mia associazione è andata a un'altra canzone, sempre di Cremonini, scritta dal cantautore nove anni fa: Gli uomini e le donne sono uguali. Se avrete voglia leggere i testi di queste due canzoni, o semplicemente di ascoltarle, noterete che c'è un cambiamento radicale nella posizione del cantautore rispetto all'amore.
Gli uomini e le donne sono uguali? Come dice, provocatoriamente, Cremonini? Più precisamente, in rapporto all'amore, uomini e donne sono uguali?
La psicoanalisi ha interrogato l'amore da diverse prospettive..
Freud assegna all'amore lo statuto di un miraggio: secondo Freud, nella passione amorosa, in gioco non è l'amore per l'Altro ma la tendenza a preservare il bene di colui o colei che risulta necessario. Ma, necessario a cosa? Per Freud, necessario a rinforzare la propria immagine ideale; l'oggetto amato è quello che dà consistenza all'ideale del soggetto, che gli fornisce un supporto narcisistico.
Cito brevemente il mito di Narciso, che come sapete, innamoratosi e sempre più attratto dalla propria immagine riflessa in una pozza d'acqua, muore nel gioco di specchi, perde la sua vita per rimanere avvinghiato alla propria immagine.
Dunque, dire che l'amore è narcisistico, significa essenzialmente dire che è amore per se stessi.
In Freud è assente la dimensione simbolica dell'amore come dono, che invece svilupperà Lacan, a partire dal primo amore di ogni essere umano, l'amore più grande è l'amore per la madre, scrive lo psicoanalista francese; per parlare di questo distingue il bisogno dalla domanda.
Il primo ha un rapporto diretto con l'oggetto di soddisfacimento, il nutrimento, le cure. Ma al bambino non basta questo, il latte, il seno, il biberon: quello che più di ogni altra cosa vuole dall'Altro è un segno, un segno d'amore. Questa è la specificità della domanda d'amore, che non domanda gli oggetti ma la presenza dell'Altro.
E' questo il valore che nell'amore assume il niente. Pensiamo a quando tra due innamorati uno domanda all'altro quale dono desidera ricevere: “niente, voglio solo te!”.
Perchè nell'amore l'oggetto del dono è la presenza.
La domanda d'amore si soddisfa nel riconoscimento dell'Altro, nel riconoscimento del nostro essere più particolare.
Ma la questione adesso si complica perchè introduciamo un particolare che appare al di là della domanda, il desiderio, con le implicazioni che ha nel sesso femminile e in quello maschile.
Il desiderio femminile rimane profondamente ancorato a quanto appena detto, il desiderio è orientato verso il segno d'amore, come segno della mancanza dell'Altro, vuole poter mancare all'Altro. La mancanza è fondamentale nella condizione femminile che è, appunto, la condizione di un essere che manca, che non ha. Poco tempo fa, stavo facendo un intervento in classe in una scuola e ho domandato ai ragazzi, secondo loro, perchè femmine e maschi hanno un rapporto diverso con l'amore. Una ragazza ha prontamente risposto “perchè le donne sono più sensibili” trovando il consenso dell'intera classe.
Ampliando la sua esclamazione si potrebbe aggiungere che le donne sono più sensibili al discorso amoroso perchè l'amore non è uno scambio di cose, non è sul piano dell'avere ma è uno scambio di segni, uno scambio a livello dell'essere.
Per questo si soddisfano nella parola d'amore, è questo che vogliono più di ogni altra cosa; pensiamo a quanto sono importanti, per le donne, i biglietti che accompagnano i regali, la dedica d'amore, molto di più che il contenuto stesso dell'involucro. Questa domanda d'amore sembra che non si esaurisca mai, tanto che assume il carattere di un'esigenza infinita e, in quanto tale, diventa sempre rivendicativa, come si evince anche dalla posizione femminile descritta nel testo di questa canzone: “sole lamentele”, “mi dice sono un materialista”, “ma tu già non mi parli e fai l'offesa”.
E gli uomini, invece, come si soddisfano? La logica maschile è molto diversa: è la logica dell'avere, dell'accumulo, della prestazione.
L'uomo entra nel rapporto attratto da un particolare, da un dettaglio prelevato dal corpo femminile: è qualcosa del corpo della donna che attira l'uomo. Questo accade perchè uomini e donne sono orientati da diverse modalità di godimento, a partire proprio dalle differenze anatomiche e strutturali. Dunque, qui è il corpo dell'Altro al centro del desiderio, mentre nelle donne è il segno d'amore ad essere dominante.
Ma anche le donne devono fare i conti con il godimento del corpo e il problema per loro sta proprio nell' integrare la parola d'amore con questo godimento. Nelle mail che ci arrivano allo psicologo on line, spesso, le ragazze ci scrivono che hanno un “blocco” di fronte ad avances sessuali del partner... se queste non sono precedute da un segno d'amore; mentre gli uomini hanno il problema di far convergere in una stessa donna l'amore e il godimento “cerchiamo donne supersexi e poi ci lamentiamo, chiediamo fedeltà assoluta e non la promettiamo”.
Anche in questo caso, ascoltiamo spesso giovani che tradiscono la fidanzata, anche se amata, mettendo in atto una divisione tra “oggetto amato” e “oggetto sessuale”.
Ma c'è una soluzione a quella che sembra un'impossibilità di incontro, tra questi due mondi così diversi?
Per Lacan l'unica soluzione a questa impossibilità è l'amore.
Per Lacan l'incontro d'amore è una contingenza, una contingenza che dà luogo a un momento di sospensione di questa impossibilità. Questa è la prima frontiera dell'amore, quella tra l'impossibile e il contingente. Ma perchè sia amore veramente, questa contingenza deve tendere alla necessità.
Essere amati per tutto, per il colore degli occhi, per i capelli, per il difetto del naso, per le proprie manie e debolezze. In questo sta la spinta sovversiva dell'amore: la contingenza dell'incontro viene trascritta in una necessità. L'insostituibilità, la particolarità unica e irripetibile.
Ma non è negando le differenze, giocando “ad armi pari” come canta Cremonini in questa canzone, che si può entrare nel discorso amoroso; e il cantautore se ne accorge bene, anni dopo quando scrive Hello che, infatti, inizia così:
“Sembra facile, invece non lo è quasi mai, chiudi gli occhi se ami davvero”
- Una Canzone per Te
- Introduzione della psicologa
- Va bene così - Vasco Rossi
- Padre Madre - Cesare Cremonini
- Sulla mia strada - Ligabue
- Te amarè - Miguel Bosè
- Io ci sarò - 883
- Mai Nata - Tiziano Ferro
- Charlie fa surf - Baustelle
- La linea d’ombra - Lorenzo Cherubini
- La linea sottile - Ligabue
- Non è per sempre - Afterhours
- You are beautiful - Cristina Aguillera
- Gli uomini e le donne sono uguali - Cesare Cremonini
- Persone silenziose - Luca Carboni
