Persone silenziose - Luca Carboni
Di persone silenziose
ce ne sono eccome
sono timide presenze
nascoste tra la gente
Ma il silenzio fa rumore
e gli occhi hanno un amplificatore
quegli occhi ormai da sempre
abituati ad ascoltare
Persone che non san parlare
che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno possa sapere
i loro piccoli e grandi
contraddittori pensieri
E all'improvviso scappi via
senza salutare
i tuoi occhi scendono le scale
non so cosa vanno a fare
se a commuoversi o a sognare
ad arrabbiarsi o a meditare
ma nell'anima si sa
c'è sempre molto da fare
Persone che non san parlare
che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno voglia giocare
coi loro piccoli e grandi
contraddittori pensieri
All'improvviso scappi via
senza salutare
... vorrei essere un angelo
per poterti accompagnare
Questo mese, noi di Dedalus di Jonas, abbiamo deciso di dedicare l'approfondimento musicale alle persone silenziose, così come le chiama Luca Carboni in questa splendida canzone.
Il silenzio, l'imbarazzo, la timidezza, sono esperienze che ognuno, almeno una volta nella vita, si è trovato a fronteggiare. Le parole rimangono costrette in gola, il volto arrossisce, gli occhi si abbassano, le mani sudano, i pensieri risultano confusi, perdendo, per un attimo, la linearità logica del discorso.
L'adolescenza, come tante volte abbiamo sottolineato, è un periodo di forti cambiamenti fisici ed emotivi e proprio per questo motivo. si può essere ancora di più, esposti alla timidezza.
Luca Carboni in questa canzone, fa un elogio alla timidezza, alle persone silenziose. Dice che nel mondo ce ne sono tante e le definisce timide presenze nascoste tra la gente.
In un gruppo, in una classe, c'è sempre l'amico o l'amica più timida, che non parla tanto, che non esprime la propria opinione, che sta in disparte, che ascolta e guarda quello che accade attorno.
Il momento in cui, finalmente, le persone silenziose prendono la parola, si impappino, parlano a bassissima voce, pensando per tutto il tempo: "che cosa diranno gli altri di me"? "Ho detto una cavolata"! "Ecco ora si prenderanno gioco di me".
Emerge chiaramente la difficile questione che sta alla base: la paura del giudizio degli altri e di se stessi.
Ogni soggetto si costruisce una propria immagine di sé, sin da quando è piccolo.
Per la psiconalisi, c'è un momento tra i 6 e i 18 mesi, chiamato lo stadio dello specchio, in cui avviene la costruzione, prima di tutto della propria immagine corporea, cioè la percezione di avere un proprio corpo separato dal corpo della madre.
Il bambino si guarda per la prima volta allo specchio, divertito da questa nuova esperienza, ed è necessario, per riconoscere la propria immagine riflessa, che ci sia l'Altro, molto spesso la madre, che assiste e partecipa a questa prima ed emozionante scoperta del bambino. Ciò che garantisce di avere un buon incontro con la propria immagine è la presenza dello sguardo dell'Altro che rivolgendosi verso il bambino divertito dallo specchio, lo riconosce.
Questo accade prima di tutto al livello del corpo, in adolescenza quando il corpo e la mente cambiano, si riprone il rapporto che il soggetto ha con la propria immagine e di conseguenza anche come si relaziona con gli altri.
Ci sono vari modi per affrontare questo momento: c'è chi mostra un atteggiamento spavaldo per mostrare un immagine di sé di chi non ha paura, chi nasconde il corpo e punta tutto sulla simpatia e fa il buffone per distogliere l'attenzione da ciò su cui si sente più fragile, chi sceglie di tenere una posizione più defilata, di mischiarsi tra la gente, non facendosi notare in nessun modo, rimanendo in silenzio.
Luca Caboni nel suo elogio alle persone silenziose sottolinea che comunque il silenzio fa rumore e gli occhi hanno un amplificatore, quegli occhi ormai da sempre abituati ad ascoltare.
Torniamo ancora una volta sullo sguardo che il ragazzo timido teme da parte degli altri, perchè pensa, come dice sempre Carboni, che qualcuno possa sapere i suoi piccoli e grandi pensieri contraddittori e da parte sua, lo sguardo, è un oggetto privilegiato, che usa con cura per osservare e filtrare il mondo, per mantenere le distanze da ciò che fa tanto paura e che si desidera.
Il silenzio, lo sguardo, l'attenzione smodata verso il mondo esterno, vengono sentite solo come un difetto, un meno rispetto agli altri, invece la psicoanalisi, in questo offre un grande insegnamento, dice che ogni soggetto è unico ed irripetibile e può imparare a saperci fare con i propri oggetti.
Si può rovesciare la paura, in questo caso per esempio dell'oggetto sguardo, che può diventare invece la risorsa, la particolarità, ciò che contraddistingue quel soggetto da un altro, facendo in modo che quel particolare oggetto, possa essere utilizzato in modo creativo, per esempio nel lavoro, nei rapporti interpersonali, nello sport, non tradendo se stessi e rimanendo, se lo si desidera, una persona silenziosa.
- Una Canzone per Te
- Introduzione della psicologa
- Va bene così - Vasco Rossi
- Padre Madre - Cesare Cremonini
- Sulla mia strada - Ligabue
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- Io ci sarò - 883
- Mai Nata - Tiziano Ferro
- Charlie fa surf - Baustelle
- La linea d’ombra - Lorenzo Cherubini
- La linea sottile - Ligabue
- Non è per sempre - Afterhours
- You are beautiful - Cristina Aguillera
- Gli uomini e le donne sono uguali - Cesare Cremonini
- Persone silenziose - Luca Carboni
