Passa passa passa
Poi imprechi ma non passa mai
La tua fame è sveglia, cazzo, no non va mai a dormire lei
Sogni sogni sogni
Ma sai già quanto costano
Qualche notte in piedi a sopravvivere al fatto che
Non è la realtà
E la conosci già
La fine che farà
La tua forza di volontà
Andrà a farsi fottere
Ti dicono "sii forte" si ma
Son bravi a parlare
Che ne sanno di che hai dentro te

In quel frigo...si freddano le lacrime
In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi
Sotto il letto...nascondi la tua polvere
Poi non dormi...ti chiudi e rifletti

E' la vita che unita al dolore si ciba di te
E della tua strada sbagliata
E continui a pensare, placando il tormento,
che bello se non fossi mai nata

Salpa salpa salpa
Il raziocinio toglie l'ancora
Da una cerebrale come te nessuno se lo aspetta
Parli parli parli
Sei un vulcano inarrestabile
Treno più che rapido, efficiente poco timida

Ma ti hanno detto mai
Che devi amarti un po'
Puoi rallentare e poi
Pensare un po' più a te
Che sicurezza mostri se
I casini sai risolvere
Ma i problemi tuoi
Non li affronti proprio mai

In quel frigo...si freddano le lacrime
In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi
Sotto il letto...nascondi la tua polvere
Poi non dormi...ti chiudi e rifletti

...

E non passa più
E non cambia mai
Cuore nello stomaco
Testa senza eroi

...

E la smetti? Rilassati! Forza reagisci sei te
Che condizioni la tua strada
E, su, prova a pensare che bello sarebbe se invece
Amassi un po' di più la vita




Ho scelto questa canzone di Tiziano Ferro per trattare un tema di cui tanto si parla, ma di cui, forse, poco ci si interroga: l’anoressia/bulimia, che sono due facce della stessa medaglia.
Cosa sono l’anoressia e la bulimia? Disturbi dell’appetito? Riguardano un rapporto sbagliato con il cibo?
I racconti di chi ne soffre ruotano esclusivamente attorno al cibo. E’ il cibo che fa soffrire, o piuttosto è la perdita di controllo ad angosciare “in dispensa racchiudi le tue ansie”.
Sembra che, magicamente, tutto si potrebbe risolvere se si potesse mangiare senza ingrassare.

La grande difficoltà, che incontriamo sempre nella pratica clinica, è quella di ribaltare questa convinzione, per cui tutto il male derivi dal cibo, per far emergere piuttosto che c’è una sofferenza profonda che spinge a ricercare nella sostanza-cibo un rimedio a tale sofferenza.
E’ un aspetto importante, presente anche in questa canzone “ma i problemi tuoi non li affronti proprio mai”.
C’è, dunque, una sorta di spostamento della sofferenza che si concentra sul cibo e sull’immagine.
La domanda che sorge spontanea è perché una persona tenda a ricercare e ripetere la divorazione senza limiti di cibo.

Per la psicoanalisi, nella particolarità soggettiva che contraddistingue ogni storia, c’è un aspetto comune. Si tratta di una forma di compensazione, ma di cosa? Di una mancanza, che si ha momentaneamente l’illusione di annullare per poi trovarsi, all’apice del consumo/abbuffata, nella stessa insoddisfazione di partenza.

C’è un aspetto centrale: l’amore.

Il piano dell’amore, che racchiude tutte le relazioni affettive (sia quelle  familiari che quelle rivolte all’altro sesso) e l’immagine del corpo-magro che assume la qualità  di oggetto del desiderio dell’altro, sono due elementi correlati all’anoressia-bulimia.
C’è un rapporto stretto, nella donna, tra immagine del corpo e amabilità: come se essere magre significasse essere belle ed essere belle significasse essere amate.
Uomini e donne hanno un rapporto molto diverso con l’amore, ed è anche per questo che anoressie e bulimie sono elettivamente, anche se non esclusivamente, femminili.
Una donna per amore potrebbe fare di tutto, l’amore è centrale nella vita di una donna. E d’altronde cos’è l’amore se non uno scambio di segni?
 “l’amore è dare all’altro quello che non si ha” scriveva un famoso psicoanalista francese, Jacques Lacan, cioè donare all’altro il segno del proprio amore e non donare il proprio avere.
Una donna vuole un segno dall’altro, un segno che le faccia sentire il valore della sua esistenza; purtroppo invece, spesso, accade che l’altro, sia familiare che non, risponda a questa infinita domanda d’amore femminile solo sul piano dell’avere, della soddisfazione dei bisogni.
Ed è proprio quello che accade nella bulimia: si cerca di compensare l’assenza del segno d’amore, che sembra una sensazione di vuoto senza nome, attraverso l’impulso a riempirsi; come dice con un effetto forte e conciso Tiziano Ferro, verso la fine, in tre parole “cuore nello stomaco”.

Ma non bisogna dimenticarsi che “sei te che condizioni la tua strada”.