PSYCHIC TV e MATMOS Live @ Express Festival
Psychic come psichedelia; tv come installazioni video; 3 come ultima reincarnazione di s/he che ha fondato il concetto stesso di musica industriale con i Throbbing Gristle.
Gli PTV, capitanati dalla creatura mutante che porta il nome di Genesis Breyer P-Orrdige, salgono sul palco dismettendo la pelle: lino leggero e scarpe da tennis per Genesis e vestiti da figli dei fiori per il resto della line up.
La band di New York propone una miscela esplosiva di rock e psichedelia accompagnata in background da proiezioni che trattano dei molteplici interventi chirurgici che hanno modificato il corpo di Genesis.
Tra sacro e profano P-Orridge apre, con sguardo assente, salutando e distribuendo baci alla platea con We Kiss. Una batteria catatonica annuncia Trussed la terza traccia dell'ultimo album Mr. Alien Brain vs The Skinwalkers totalmente dedicato all'autentica componente femminile di Genesis, Lady Jaye scomparsa due anni addietro.
Genesis e Jaye avevano da poco iniziato un percorso di ricerca verso la pandroginia, sperimentando anche in questo campo, abbattendo la distinzione she/he per giungere, con il superamento del genere, a un terzo genere neutro.
Il concerto scorre via tra momenti di psichedelia pura di ultima generazione, violino elettrico e I-phone suonato come theremin! Suoni di sirene, pose e versi selvaggi annunciano Hookah Chalice il momento più rock dell'intero set dove la band dà il meglio di sé animando un pubblico fin troppo composto. Genesis si catapulta dal palco e scende a baciare i fan esclamando: I'm happy! Chiude un'ultima ondata di noise perforatrice di timpani con tamburello.
E in un climax di saluti thank you, bene bene, grazie, good night, adios, la procace signora dal caschetto biondo abbandona il palco.
per la redazione Valeria Cruceli
30 maggio 2009
MATMOS
Arena Puccini, Bologna
Martin Schmidt e Drew Daniel, i componenti del duo di San Francisco Matmos, hanno sempre suscitato la curiosità dei fanatici dell'arte concettuale, degli amanti dell'elettronica, persino dei semiotici e dei filosofi.
Di certo le loro produzioni musicali si avvicinano più a una ricerca sul suono e sul rumore piuttosto che all'espressione di sentimenti ed emozioni.
Eppure questi due americani non sono dei semplici cacciatori di effetti sonori, sono in realtà due simpatici ragazzi che si divertono un mondo a suonare e che probabilmente hanno anche una creatività che sfiora l'eccentrica genialità.
Il loro set all'Arena Puccini incontra l'ultimo album, Supreme Balloon, uscito lo scorso maggio. Il titolo dell'album si sposa bene con il sound giocoso delle tracce: le strutture ritmiche prodotte con un utilizzo puro dei synth, sono una novità per i Matmos, che ci avevano abituato a musiche da sale operatorie vere e proprie - A chance to cut is a chance to cure riproduce i suoni di una liposuzione - e a campionamenti acustici di tessuti nervosi di crostacei e lumache. E non si parla neanche di un concept album come Civil War, con le sue cornamuse e le fanfare a riprodurre i campi di battaglia dell'Ottocento.
Quello che il duo ha presentato in ambito Express Festival è stata una sonorità alla Tangerine Dream, un'energia di ritmi elettronici oltre l'ambient music, l'elettronica berlinese, che sembra dire ai critici della Kraut-rock e della musica concettuale che c'è dell'umanità anche in questi sintetizzatori, nelle drum machine e in tutti quei cavi, senza che l'uomo debba necessariamente metterci la voce.
Il concerto inizia con Exciter Lamp and the Variable Band, riconoscibile perché è il primo video estratto dall'album Supreme Balloon: un incipit allegro, con i beats rubati ai videogame degli anni '80. Il resto del live si evolve poi verso ritmi più riconoscibili: ogni tanto sembra di ascoltare una salsa come in Rainbow Flag, piuttosto che lo scratch di una traccia house, come in Mister Mouth - casualmente il titolo è il nome di un gioco per bambini. Momento che ha divertito e incuriosito di più è stato quando Martin ha iniziato a giocare con dei buffi dadi su dei dischi di madreperla insieme ad un terzo musicista che li ha accompagnati nella realizzazione del live. Un microfono catturava il suono dei dadi mentre un video pre-registrato riproduceva le mani dei due.
Un concerto condito dall'ironia di Martin e Drew, che in completo marrone e papillon uno e in camicia grunge, jeans mod style e gilet borchiato l'altro, sembrano due amici del college che si sono incontrati per parlare dell'ultima lezione di filosofia. Vi sembra assurdo che tanta sperimentazione non venga da due tipi simili nell'aspetto a un Karlheinz Stockausen piuttosto che a un Blixa Bargeld? Personalmente l'aspetto da buffi nerd e lo stupore rintracciabile nei volti per l'attenzione e gli applausi del pubblico mi ha ancor più convinto che nella loro elettronica c'è un sincero e geniale humour.
per la redazione Claudia Ingrassia

