WHAT A WONDERFUL WORLD: Afterhours Live @ Estragon
Ci sono band che Bologna continua ad accogliere e accoglierà sempre con l'emozione delle prime volte. Musicisti che portano dentro questa città come una storia d'amore che non si dimentica. Alcuni se ne sono andati da tempo, ma ogni ritorno è un'epifania che è bello condividere. Sabato non ha fatto eccezione, epifania doppia, tripla anzi per uno dei gruppi più amati da queste parti.
Afterhours di nuovo a casa, quella casa che proprio sabato festeggiava riapertura e compleanno di un membro storico dello staff.
La penultima data del tour ha aggiunto un'ulteriore candelina sulla torta, una di quelle che non riesci a spegnere con tutto il fiato che hai in gola. E non si spegne l'energia e l'entusiasmo di una formazione i cui padri amano definirsi marito e moglie.
Coppia affiatata e per niente in crisi ad oltre vent'anni di distanza dal primo incontro, Agnelli e Prette convivono e si rianimano a ogni nuova formazione e quando i figli crescono e decidono di andarsene di casa - Ciffo e Gabrielli - è piacevole ritrovare intimità e aprire la porta a nuovi affetti. Gli ultimi, entrati in formazione qualche stagione addietro, non deludono la nomea di allievi con il fuoco addosso.
D'Erasmo e Dell'Era conquistano platea e scena e una battuta riporta loro le luci gregarie. 'Dell'era ha fatto un disco bellissimo, peccato che nessuno lo abbia mai ascoltato' le parole rivolte al compagno da Agnelli che rincara '...penultima data del tour, torniamo tutti a casa, peccato che Dell'Era non abbia nessuno ad aspettarlo'. Ma ecco che in scaletta appare un brano sincero, compiuto, proprio dello stralunato bassista. Non manca più nessuno alla festa.
Platea delle grandi occasioni, sudore e petti esibiti delle caldissime occasioni e canzoni, quelle di cui non hai bisogno di riappropriarti perché ci sono sempre state, persino le più datate, sono lì, non invecchiano e non hanno bisogno di un vestito nuovo.
Con piacere si perde il senso del tempo fino a chiedersi quale sia l'album che ha dato il via all'ultimo tour; la memoria latitata e il fondale con sopra impresso lo Stivale piumato ci soccorre.
Febbraio 2009 e un palco che ha fatto aggrottare la fronte a molti, ma che ha dato il lasciapassare ad una raccolta di brani bene in sella a un mercato a volte imbizzarrito, altre soltanto bizzarro.
Il Paese è Reale, eccolo finalmente il titolo, eccolo finalmente un disco che è un peccato non portarsi a casa a fine serata. But... I see friends shakin' hands, sayin' How do you do? / They're really saying I love you... And I think to myself, what a wonderful world.
Laura Gramuglia
