BOLOGNA FESTIVAL: La Venexiana
Affidato al gruppo La Venexiana, l'appuntamento con il barocco della sezione autunnale del Bologna Festival, Il Nuovo e L'antico, è raffinato ed elegante come atteso.
Fondato e diretto da Claudio Cavina, LA VENEXIANA è oggi uno tra i più importanti gruppi madrigalisti, i cui obiettivi sono incorporare nella interpretazione musicale la teatralità, l'attenzione a tutte le sfumature linguistiche, i contrasti tra erudito e popolare, sacro e profano. Per il concerto di Bologna Claudio Cavina ha selezionato madrigali dal V al IX libro di Monteverdi, proponendo un excursus completo sulle composizioni dell'autore, dai Canti Guerrieri, ai Canti amorosi, allo "stile rappresentativo" e alla romanzesca a due.
Il temine "madrigale" evoca inevitabilmente il XVI e il XVII secolo italiano, scena dello sviluppo di uno dei generi musicali più affascinanti nella storia musicale. Petrarca fu una delle prima fonti di ispirazione per i compositori della prima prattica, o stile antico, basato sullo stile musicale polifonico di Giovanni da Palestrina e impiegato principalmente per la musica sacra. Successivamente lo stile moderno, o seconda prattica, pone l'enfasi sulla voce solista, sulla polarità della melodia e sul nuovo stile teatrale italiano, prodromo dell'opera e del melodramma. Nella sua musica Monteverdi fa riferimento alla "prima prattica" e "seconda prattica" e le sviluppa portandoli ai massimi livelli raggiunti, introducendo nuove regole, nuovi modi e un nuovo fraseggio e elevando il testo a punto cardine dell'armonia. Nei suoi madrigali da seconda prattica è più libera verso la dissonanza e permette cambiamenti veloci di armonia, metro, tempo, atti a dar risalto al testo e a togliere enfasi alla polifonia a favore dell' armonia derivata verticalmente.
Partendo da queste considerazioni si può a buon diritto affermare che LA VENEXIANA ha deciso di fare il suo ingresso dalla porta principale, ossia ponendo l'accento sul testo poetico, come la rassegna presentata nel concerto bolognese ha dimostrato, sottolineando che l'armonia si pone al servizio della parola e la parola è fonte di armonia. A fianco a queste considerazioni l'esecuzione di LA VENEXIANA è stata caratterizzata dalla sua ormai peculiare concezione del madrigale, una concezione alternativamente romantica e futuristica, ma mai scontata o banale.
E se il ritmo non è sempre costante, se alcune frasi sono più lunghe ed altre più corte, se i tremolii non sono nel punto usuale, se le dissonanze durano un po' più a lungo, è certo che stiamo assistendo al desiderio cosciente di esprimere gli affetti e gli effetti, e di proporre un'esperienza d'ascolto filologica e nuova al contempo tramite un'interpretazione originale, una ricerca, uno studio sulle emozioni umane e musicali, sula sensibilità e le passioni.
Giulia Clai
