RISPETTABILI SCORZE: The Lemonheads Live @ Estragon
Ladies & gentlemen The Lemonheads o ciò che ne rimane, vale a dire un tiepido Evan Dando, a tratti un po' confuso, addolcito dal suo stesso ricordo.
In pochi lo avevano lasciato qualche stagione fa tra le tracce del suo ultimo album solista, Baby I'm Bored, molti invece avevano rapidamente depennato il povero Dando dopo lo scioglimento della band di Boston avvenuto quasi un decennio addietro. E se in tempi di reunion tutto appare assai scontato allora è d'uopo specificare che di reunion non si tratta se il solo membro originale è proprio Mr. Dando. Perché, cosa ha fatto quest'ultimo? Probabilmente stanco di registrare solo soletto in un grande studio Evan ha formato un nuovo gruppo (Alvarez & Stevenson già premiata ditta Descendents) e siccome i marchi di fabbrica sono difficili da debellare ha pensato bene di riappropriarsene.
Ecco dunque una giovane formazione, un omonimo album, The Lemonheads, fresco di stampa e perché no, un tour senza troppe pretese. Gli ingredienti sembrano esserci tutti, ma non sempre può bastare; specie in assenza di un condimento vitale quale la convinzione è in questi casi. Il risultato è chiaramente lampante, specie per chi ancora insegue feticci tardo-adolescenziali con insaziabile fede. Nuotare in quell'oceano '90s ormai inaridito è impresa critica ai più e ai Lemonheads non vengono certo risparmiate correnti avverse.
Qualcuno però ha tentato in ugual modo di agevolare la band, quel qualcuno facilmente ingannato dalla copertina dell'ultimo lavoro che ritrae Dando in posa simil Joey Ramone ha pensato bene di gridare ai quattro venti il ritorno alle radici punk di lavori come Hate Your Friends e Creator. Quel qualcuno, se avesse optato per un rapido ascolto si sarebbe repentinamente accorto che The Lemonheads altro non è che docilità pop in salsa indie ovvero il tipico sound che ha caratterizzato gli ultimi lavori della band da It's a Shame About Ray in poi. E i live sembrano non uscire affatto dal tracciato.
Inconvenienti tecnici a parte (Dando per tutta la durata del set non sarà mai soddisfatto di ciò che sente) il terzetto sul palco dell'Estragon esegue tracce novelle Black Gown, Become The Enemy, Pittsburgh, ma la differenza con la più datate Confetti, If A Could Talk I'd Tell You, Tenderfoot è davvero minima. I bis a noi riservati (o erano interruzioni provocate da moti di sconforto?) sono due. Nel primo Mr. Dando si riappropria del set in chiave acustica e dà il via al momento migliore dell'intera performance. Riascoltiamo Alison's Starting to Happen, la sempreverde Into Your Arms e la mielata Frank Mills dalla colonna sonora di Hair già sdoganata dai nostri per opera del vendutissimo It's a Shame About Ray.
Poco prima della fine, poco dopo un sorriso di sbieco e di un ciao con la manina assistiamo persino ad un lancio corto della solita, vessatissima, sei corde. Cosa chiedere di più ad un concerto rock, pardòn, pop?
Laura Gramuglia
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RISPETTABILI SCORZE: The Lemonheads Live @ Estragon
Bologna, 07/11/2006 - In pochi lo avevano lasciato qualche stagione addietro tra le tracce del suo ultimo album solista...
