Isis, Dalek e Transitional Live @ Estragon
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Dopo due anni dall'ultimo concerto gli Isis tornano a Bologna per presentare il loro ultimo album Wavering Radiant prodotto da Ipecac Recordings, etichetta del noto Mike Patton, il quale dimostra, ancora una volta, di non sbagliare un colpo. Gli Isis sono un gruppo post metal formatosi a Boston nel 1997 dalle sperimentazioni di Aaron Turner, Jeff Caxide, Chris Mereschuk e Aaron Harris. Nei primi due anni la line-up del gruppo ha subito modifiche e variazioni. Nel 1999, però, la band trova la formazione perfetta che vede Aaron Turner al microfono e alla chitarra, Aaron Harris alla batteria, Jeff Caxide al basso, Michael Gallagher alla seconda chitarra e Bryant Clifford Meyer alla tastiera. Con questo assetto nel 2000 gli Isis debuttano ufficialmente, pubblicando l'album Celestial prodotto dalla Neurot Recording, etichetta fondata dai Neurosis e dai Tribe of Neurot, e si fanno notare dalla scena underground metal/hardcore grazie ai tour con Cave In e con gli stessi Neurosis. Con il secondo album, Oceanic del 2002, gli Isis si allontanano dallo stile metal/hardcore inserendo nei loro brani sonorità post-rock e ambient. Oceanic segna così il punto di svolta dello stile della band che comincia a unire sonorità progressive e post rock a quelle post metal e sludge metal. La musica degli Isis è caratterizzata da lunghi brani formati da lenti riff di chitarra, che si ripetono evolvendosi in intrecci di melodie articolate e cangianti. I suoni avvolgenti della tastiera sono accompagnati da un'alternarsi di voce pulita e voce urlata, sofferta e graffiante, dai ritmi scanditi delle due chitarre dal suono profondo e viscerale. Queste sono le cifre degli Isis, cifre che li hanno resi uno dei gruppi più originali e influenti degli ultimi anni in una scena che solo nell'ultimo lustro ha fatto capolino fuori dall'underground ma che da più di un decennio dà nuova linfa al metal. Nel tour 2009 gli Isis sono stati supportati dagli inglesi Transitional e dal gruppo hip hop Dalek. I Transitional, composti dal chitarrista Kevin Laska, dal bassista Dave Cochrane e dal batterista Phil Petrocelli, sono poco conosciuti dal pubblico italiano, ma meritano sicuramente molta attenzione. Il gruppo nasce come progetto parallelo di Kevin Laska che fa parte con Anthony Di Franco del duo industrial Novatron e di Dave Cochrane che collabora con i Jesu, Grey Machine e Head Of David. Philip Petrocelli, invece, ha fatto parte di band come Trey Gunn, The Living Jarboe e suona la batteria in alcuni pezzi dei Transitional e nei tour dei Jesu. I Transitional possono essere considerati un gruppo drone alla maniera di Earth e SunO))). I loro brani sono avvolgenti e caratterizzati da un sound personale e unico che trasporta il pubblico in un universo parallelo, grigio, meccanico e "spettralmente ipnotico". Subito dopo il trio inglese, gli statunitensi Dalek non si fanno aspettare e irrompono sul palco. I Dalek sono un gruppo hip hop formato dal cantate Dalek e dal produttore The Oktopus. La loro musica è ricca di influenze di ogni genere: il rap e l'hip hop sono mischiati a sonorità rock e industrial in brani cupi e ossessivi. Il contrasto tra la musica psichedelica dei Transitional e il ritmico parlato dei Dalek inizialmente disorienta gli spettatori. Il rapper parla al pubblico mentre il dj si muove a ritmo cercando di coinvolgere la folla che risponde bene agli input che provengono dal palco. All'inizio del concerto non sono in molti a esultare. Solo alcuni, tra un brano e l'altro omaggiano il rapper statunitense con urli e mani alzate. Durante i quaranta minuti di concerto, però, i Dalek pescano a piene mani dalla loro folta discografia e intrattengono la folla con il loro ritmo e la loro energia. Le parole incalzanti cantate del rapper e le basi ritmiche del dj convincono il pubblico che comincia a ballare e a rispondere agli inviti del gruppo. Alla fine della performance la folla, inizialmente diffidente, applaude e acclama il rapper che saluta con un sentito "grazie mille". Il vero momento clou del concerto, però, deve ancora arrivare. Questa volta la pausa tra un gruppo e l'altro è molto più lunga e carica di tensione. Gli Isis salgono sul palco per montare gli strumenti. Aaron Turner, leader del gruppo, si dilunga: prepara con meticolosità la sua "postazione", accorda la chitarra, parla con i tecnici, si assicura che ogni cosa sia al suo posto e, infine, torna "dietro le quinte". Turner, cantante e polistrumentista con una carriera quasi ventennale, grafico nonché fondatore della casa discografica indipendente Hydra Head Records, è preciso e attento a ogni dettaglio, si mischia tranquillamente alla folla per assicurarsi che il suono e le luci esaltino al massimo la performance del gruppo. Dopo la lunga preparazione il palco rimane vuoto, le luci si abbassano e la musica crea un'atmosfera d'attesa. Gli Isis, infatti, decidono di far attendere il loro pubblico. Quando salgono sul palco, però, lo ripagano lautamente. La canzone che apre il concerto è Hall of the Dead, prima traccia dell'album Wavering Radiant, che nella versione originale è suonata dal chitarrista dei Tool Adam Jones. Da subito gli Isis confermano la loro "reputazione": ai momenti calmi e onirici tipici delle loro composizioni accompagnano con naturalezza le parti più pesanti che caratterizzano il sound della band. Il concerto continua con Stone to Wake a Serpent, quinta traccia dell'ultima fatica, e con Dulcinea, estratto dall'album In the Absence of Truth del 2006. Le prime note di Dulcinea fanno esultare il pubblico. In molti cantano il brano accompagnando la straordinaria voce di Aaron Turner che appare in ottima forma. Segue un altro pezzo tratto da Wavering Radiant: 20minutes/40 years, primo singolo dell'album che compare dal 24 marzo sulla loro pagina di MySpace e scelto per il video diretto da Matthew Santoro. Con Baklit, secondo brano dell'album Panopticon del 2004, album che li ha resi famosi, il concerto raggiunge il momento più emozionante e coinvolgente. La canzone, forse tra le più difficili per la voce di Turner e tra le più amate e "melodiche" della band segna uno stacco prima di Threshold of Transfomation, traccia che chiude l'ultimo lavoro e apparentemente, il concerto. Aaron ringrazia, saluta e con gli altri componenti del gruppo lascia il palco. Dopo gli incitamenti di rito da parte del pubblico gli Isis tornano e suonano Carry, brano tratto da Oceanic del 2002, e una bellissima Altered Course, lunghissimo brano strumentale, tratto da Panopticon del 2004, che nella versione originale era suonato da Justin Chancellor, bassista del noto gruppo americano Tool. Gli Isis si confermano dei grandi musicisti capaci di regalare al proprio pubblico uno spettacolo coinvolgente ed emozionante e musica di ottima qualità. Con il loro ultimo album, inoltre, hanno dimostrato di saper rinnovarsi negli anni e di saper uscire dalla forte influenza dei Tool nonostante la collaborazione con il chitarrista Adam Jones che nell'album Wavering Radiant suona due pezzi: Hall of Death e per l'appunto Wavering Radiant. per la redazione Eleonora Zamuner e Giuseppe Gianico le foto del concerto sono di Claudia Ingrassia |
