Un filo rosso lega i tour di passaggio in città da qualche mese a questa parte. Aguzzando la vista, ma soprattutto l'udito è facile sorprendersi a pensare a continui rimandi. Era accaduto con Evan Dando che subito ci aveva fatto tornare alla mente Mark Arm e il loro comune passato alla guida del progetto DKT/MC5, riaccade ora grazie ai Black Heart Procession seguaci di quel movimento slow core che la recente tappa cittadina di Chris Brokaw ci aveva riportato alla mente.

La band di San Diego raccolse una decina di anni addietro la lezione di Slint, Codeine e l'apprese talmente bene da non avere un solo attimo di cedimento. Sei album in undici anni a cui va sommato il contributo al progetto In The Fishtank 11, in compagnia di Solbakken. Interessante operazione quest'ultima che vede spesso impegnate due formazioni simili, in uno spazio comune, in un tempo estremamente limitato. Il risultato si palesa in produzioni audaci e veloci, tre-quattro brani appena. Tra le unioni sonore più riuscite anche Sparklehorse e Fennesz, e Aerogramme e Isis, band anch'essa di recente al vaglio del pubblico bolognese.

Six è l'ultimo lavoro di Black Heart Procession, ottima scusa per un nuovo tour nel nostro Paese. Equilibrio, fluidità, eleganza, queste le sensazioni che da sempre accompagnano la band dal vivo. Definiti non a caso i Calexico delle tenebre, il quintetto californiano dimostra di avere in comune con la formazione di Tucson una coralità rodata, atmosfere consone a racconti da imprimere in pellicola. Cantastorie diurni i Calexico, cantori più affini alla notte i BHP, che al sole della loro terra contrappongono una dimensione folk malinconica, dimessa, in sintonia con alcuni degli episodi meno in luce dell'esistenza. Non fanno eccezione i testi.

Nell'ultimo, Six, per buona parte riproposto dal vivo lo scorso sabato sera, brani come When You Finish Me, Wasteland, Drugs o Last Chance rivelano ancora una volta una vetta di incomunicabilità difficile da eguagliare. E il pubblico resta incollato al pavimento, sguardo fisso al palco, non una distrazione, non una frase sussurrata all'orecchio del compagno che i volumi sovente permetterebbero. C'è un ossequioso rispetto nei confronti di BHP, un guadagno considerevole raccolto in anni spesi a colonna sonora certa di molte inquietudini.

Laura Gramuglia