Air Live @ Estragon
Per gli appassionati di musica elettronica, ci sono concerti che non possono non essere visti, eventi che non si possono mancare, artisti che non si può non volere vedere. E gli AIR, una delle band electro pop tra le più longeve e famose del mondo, ne sono un esempio. In tour con il loro ultimo lavoro, Love 2, gli AIR, ovvero il duo formato da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, arrivano a Bologna con un concerto attesissimo. Il pubblico è tanto, il locale è pieno; nessuno sembra essere lì per caso.
Effettivamente, i motivi per essere presenti non mancano. Tra le realtà più interessanti e originali della scena musicale elettronica, la band negli anni ha saputo offrire al pubblico una miscela unica di elettronica, pop, musica melodica e psichedelia. Dal primo album Moon Safari, che li fece conoscere in tutto il mondo nel 1998, gli AIR sono rimasti sempre perfettamente in bilico tra sperimentazione e coerenza, con brani spesso tra loro molto diversi, ma uniti da un filo rosso di atmosfere oniriche e malinconia.
Il concerto comincia. Dal vivo gli AIR si rivelano all’altezza delle aspettative: suonano in modo magistrale e senza sbavature pezzi del nuovo album e canzoni storiche, alternando hit di successo a brani più di nicchia per il piacere dei veri fan. Sul palco, pur non conoscendo l’italiano, Nicolas e Jean-Benoît provano a interagire con il pubblico tra battute in francese e inglese, e Nicolas sembra sorridere veramente di gusto quando tra il pubblico vede qualcuno che conosce a memoria tutto il testo di How does it make you feel?. La presenza scenica dei due francesi non è però certo quella delle grandi star, ma questo in realtà rende l’atmosfera durante il concerto distesa, intima. Chi è presente sembra a suo agio in questa situazione, ascoltando i brani per il puro piacere di ascoltare e rimanendo in dubbio sul fatto di ballare.
Ed effettivamente per tutto il concerto si ha questa strana sensazione, quasi un imbarazzo, sull’approccio da tenere rispetto la performance live. Nessuno infatti balla o accenna con il corpo esplicitamente un qualsivoglia movimento, ma tutti si dondolano sulle note delle varie canzoni, quasi fossero cullati dolcemente e non volessero rovinare con gesti inconsulti l’atmosfera che si è venuta a creare. Per fortuna pezzi movimentati e conosciuti come Sexy Boy, Kelly watch the stars e Alfa Beta Gaga riportano tutti, pubblico e band, nella più tipica situazione fanfarona e divertente da concerto, salti e balli inclusi.
Alla fine, il concerto scivola via una canzone dopo l’altra in modo molto naturale, lasciando quasi, in dirittura d’arrivo, l’amaro in bocca. Troppo presto la band saluta, ringrazia, e tutto finisce così come è cominciato, ovvero senza nessuno eccesso di adrenalina e senza alcun momento di noia. Anzi, ora che le luci si accendono e si dà un veloce sguardo ai volti del pubblico, tutti non più dei teen-ager e cresciuti negli anni proprio con la musica degli AIR, l’elemento malinconia che fino a quel momento non era emerso sale in superficie. Perfetto mood AIR.
La serata continua con un djset, ma molti se ne vanno, perché quello che cercavano lo hanno già trovato. La malinconia è all’apice, e in fondo va bene così. Ma fuori dal locale, mentre una carovana di macchine attende in fila di uscire dal parcheggio, ecco la scena che vale tutta la serata: due ragazzi in auto ascoltano sexy boy a tutto volume con il sorriso sulla faccia. E, ovviamente, non ballano.
Per la redazione Valerio Sillari

