Uri Caine Ensemble @ Auditorium Manzoni
Appuntamento straordinario quello del 15 febbraio al Teatro Manzoni per Musica Insieme: il quintetto di Uri Caine reinterpreta le opere di Mahler in chiave jazz, con una creatività e una intensità straordinarie.
Uri Caine è uno dei più originali ed eclettici pianisti jazz degli ultimi anni e la sua carriera è costellata di collaborazioni con i più grandi interpreti contemporanei, da John Zorn a Bill Frisell, da Don Byron a Dave Douglas, fondendo nella sua musica le radici jazz con la cultura ebraica, la musica klezmer e soprattutto la musica classica. Infatti una delle caratteristiche più importanti della produzione di Caine è sempre stato il tentativo di fondere il linguaggio tipico del jazz, le improvvisazioni e la fantasia, alle arie dei più grandi autori classici. Nella sua produzione ci sono omaggi a Mozart, Bach, Beethoven, Schumann e appunto a Mahler, il primo e il più studiato dalle rivisitazioni di Caine, fin dal 1997 con il lavoro Dark Flame. Non è un caso, dato che proprio Mahler negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo ha incarnato più di ogni altro quel passaggio epocale con eclettismo paragonabile a quello di Uri Cane, passando da sinfonie maestose e drammatiche, permeate dalla cultura wagneriana, a marce bandistiche, da musiche da ballo con campanacci e sonagli, a musica popolare, grazie all'incrocio tra le culture nella mitteleuropa, da cui scaturisce la sua formazione musicale.
Il compositore e pianista newyorkese ha presentato nella serata al Manzoni con il suo Ensemble il progetto Mahler Re-imagined, ovvero alcune delle più celebri note di Gustav Mahler reinterpretate in una personalissima chiave moderna: jazz, rock e improvvisazione creativa, risuonano la Marcia Funebre della Prima Sinfonia e l'Adagietto della Quinta e alcuni celebri Lieder.
Grazie al suo funambolico talento Caine nelle sue rivisitazioni è partito dalle arie più identificabili di Mahler per inserirvi assoli di sax, tromba e clarinetto, improvvisazioni collettive, melodie in puro stile klezmer, atmosfere da jazz club, in un continuo caleidoscopio sonoro che non lascia all'ascoltatore il tempo di ambientarsi nelle varie tematiche. Il tutto è stato reso indimenticabile dall'ensemble che ha accompagnato il pianista: collaboratori di sempre, come il trombettista Ralph Alessi, grande solista protagonista di innumerevoli progetti solisti di jazz contemporaneo; il clarinettista Chris Speed, impegnato in veri progetti di klezmer-jazz e ambientazioni balcaniche; il batterista Jim Black, da sempre complice in avventure sonore trasversali; il DJ Olive, manipolatore di suoni attivo nella scena jazz contemporanea newyorkese. Due nuovi collaboratori: la violinista cilena Josefina Vergara, della Los Angeles Philarmonic Orchestra e il giovane bassista John Hebert, finora non ancora emerso nell'olimpo dei grandi jazzisti, ma già collaboratore di Caine in un altro progetto di reinterpretazione classica.
Nello svolgimento del concerto protagonista principale è stato senz'altro Alessi, che con la sua tromba ha dato vita alle più famose tematiche mahleriane alternandole a preziosi e incisivi assolo, spesso quasi in contrappunto al clarinetto di Speed, che grazie alle sue esperienze balcaniche ha mantenuto l'accento sulle tematiche klezmer, mentre la violinista ha arricchito e sottolineato le reminiscenze classiche. Spettacolo nello spettacolo, la prestazione del batterista, vero mimo e interprete fantasioso con la sua gestualità e le sue mille preziosità alle percussioni, sempre con grande energia e al contempo con tocco delicato, perfettamente affiancato dal preciso basso di Hebert.
Onnipresenti e indispensabili le incursioni sonore rumoristiche di DJ Olive, senza le quali sarebbe sicuramente mancata una parte strutturale e qui sta la grande intuizione di Caine nell'inserire in un progetto di rivisitazione classica il suono di cigolii, cinguettii, stridori, rumori di ambiente e pulsioni elettroniche, intesi non come disturbo ma come indispensabile accompagnamento per ricreare le interferenze analoghe create da Mahler con gli equivalenti dell'epoca.
In tutto questo il pianista è rimasto quasi in secondo piano, come elemento collante di tutte queste anime musicali, scavandosi solo brevi momenti di pura creazione improvvisata, grazie al tocco liquido e leggero, alternando momenti caotici e di free a delicati pianissimi.
In conclusione, come Mahler un secolo fa, con questa sua riedizione del progetto sul musicista austriaco Uri Caine ha confermato di essere uno dei musicisti contemporanei a cavallo di due secoli più originali e creativi, al di là delle definizioni di generi musicali.
per la redazione Giulia Clai

