La prima volta che ho sentito Dente dal vivo era da poco uscito il suo secondo disco, Non c'è due senza te. Dente era ancora poco conosciuto, suonava in un piccolo locale subito fuori Bologna. Il locale era strapieno: una decina di persone erano lì per Dente, tutte le altre per una festa di compleanno che si teneva in contemporanea al concerto. Dopo aver cercato inutilmente di catturare l'attenzione di un pubblico chiassoso e cafone, Dente si vide costretto a finire il concerto dopo una decina di canzoni.

Tutt'altra aria si respirava invece nel concerto di mercoledì sera al Cinema Perla. La sala, molto capiente, era piena solo per metà, ma tutto il pubblico era lì per il cantautore fidentino. Giuseppe Peveri in arte Dente, dopo essere arrivato tra i finalisti del PIMI e dopo l'ottima accoglienza ricevuta dal suo terzo disco L'amore non è bello, ha ormai un suo fedele pubblico di ascoltatori (nonché di appassionate ascoltatrici) ed è considerato la punta di diamante del nuovo cantautorato italiano (tra cui spiccano, tra gli altri, Le luci della centrale elettrica, Dino Fumaretto, e la recente rivelazione Brunori Sas).

Dente dimostra fin dall'inizio del concerto di non essere un artista convenzionale e facilmente prevedibile bruciandosi subito quello che è uno dei brani più conosciuti e amati, Vieni a vivere come me, che le regole non scritte di una buona scaletta avrebbero piazzato ai tre quarti del concerto. Del resto, come dirà lui stesso più volte durante la serata, "questa scaletta l'abbiamo fatta proprio a caso".

L'atmosfera della sala appare inizialmente un po' spenta, ma ben presto, grazie all'ironia del cantante inizia a crearsi una buona complicità con il pubblico. Dente e i suoi musicisti (Nicola Faimali al contrabbasso, Gianluca Gambini alla batteria e Signor Solo alle tastiere) eseguono impeccabilmente i pezzi, con qualche interessante variazione sul tema, pescandoli equamente tra gli ultimi due dischi. Più sacrificato il primo lavoro, Anice in bocca, da cui vengono scelte solo due canzoni.

Dopo circa un'ora di musica, che scorre veloce tra le gag e le battute del cantante, c'è ancora il tempo per Beato me, dalla raccolta curata dagli Afterhours Il paese è reale, e poi Dente resta solo sul palco, per chiudere con una intensa Solo andata. Solo cinque minuti di pausa, e il gruppo è pronto per un veloce bis: Finalmente, Guarda che luna (unica cover della serata), e La cena d'addio.

Incisivo questo Dente, commenta un mio amico a fine concerto. Forse non è una battuta geniale come mi sembrava all'inizio, ma gli ho promesso che l'avrei scritta.

Fabio Sera