La rassegna Buskers di un certo livello - frutto di un accordo tra Locomotiv Club e Unhip Records per animare l’estate di Piazza Verdi - riporta in città l’artista australiano Hugo Race, già accolto calorosamente la scorsa estate in ambito The Village a Villa Mazzacorati.

Causa condizioni metereologiche avverse la scorsa domenica si è purtroppo smarrita la via per il primo show della rassegna inaugurata da Chris Brokaw e Geoff Farina. Peccato. Brokaw e Farina lì avevamo già incontrati al Locomotiv stagioni addietro, ma mai insieme. Il primo poi si era fatto notare lo scorso novembre in apertura al set acustico di Evan Dando. Peccato non ritrovare dal vivo la collaborazione tra l’ex Codeine e l’ex Karate che su disco porta il nome The Angel’s Message To Me, dove classici blues, ragtime si alternano a folk americani pre-seconda guerra mondiale.

Brokaw, figura fondamentale della scena alternativa indie rock americana, agli inizi degli anni '90 alla guida di Codeine, capofila insieme a Slint del genere slow-core, ora alterna diversi progetti. Oltre a quello con Farina, il musicista newyorkese concede i propri favori anche a The New Years e a Dirtmusic, progetto elettroacustico che lo vede affianco di Chris Eckman (ex Walkabouts) e di Hugo Race.

Nella pausa del tour estivo di Dirtmusic ci godiamo dunque una solo-performance di matrice blues, trance-blues lo definì qualche anno fa il Melody Maker, dell’artista australiano che da tempo ha scelto l’Italia come nuova patria, non stupisce dunque il corretto uso della lingua tra una pausa e l’altra del live set. Chi non ha dimestichezza con le innumerevoli atmosfere attraversate da Race nel corso della lunga carriera da solista o in compagnia di True Spirit, continua ad associare il nome del chitarrista a quelle dell’amico ed ex compagno di band Nick Cave. Non a caso le richieste da parte di un pubblico, inizialmente ciarliero e poco attento ai piedi del palco, vertono proprio in quella direzione, alla ricerca di brani che hanno contribuito al successo dell’australiano più famoso. Che non è certo Race.

Quest’ultimo d’altronde ha accettato con piacere di partecipare a un rassegna che porta gli artisti in strada, senza luci e artifizi, a stretto contatto con persone che nella maggior parte dei casi si ritrovano ‘a passare di lì’ e a fermarsi per quattro chiacchiere. L’impressione è quella, ma il mio amico a fianco, che il busker l’ha fatto davvero non solo è incantato innanzi alla performance di Race, ma è conquistato dalla tenuta sul palco. Vero, Race non si scompone, al contrario, pare più che mai padrone della scena e i brani si susseguono e scorrono via rapidi per quanto la scaletta riveli un crocevia di intenzioni e atmosfere che non è facile seguire.

L’inizio del concerto è affidato a 53rd State, ultimo lavoro di studio di True Spirit. Dopo Before the Flood e Sorcery incontriamo Mistery World che insieme alla title track, ritroviamo nel bootleg Live in Poland dello scorso novembre. Disco probabilmente sconosciuto ai più, ma ieri sera il solo a disposizione dell’artista per i fan. Da lì in poi tra le pieghe del live ritroviamo brani targati Dirtmusic, dall’ultimo capitolo BKO ecco la splendida Ready for the Sign, ancora i True Spirit di Taoist Priests (Cold Mother e Into the Void) e tracce che paiono scritte apposta per chi di lì a poco scenderà dal palco e, chitarra al collo e schiena ricurva, deciderà di andare alla conquista di altre piazze, in cerca di qualcosa che non si troverà facilmente in fondo alle tasche. Too Many Zeroes e Nightvision ideale soundtrack.

Buskers di un certo livello proseguirà per tutto il mese di luglio, il consiglio è di non smarrire la rotta in previsione dell’avvento di Woven Hand (martedì 6). Ma se è il buon Race ad avervi avvinto alle sue corde da non perdere l’imminente data italiana di Dirtmusic, in tour per promuovere la collaborazione con Tamikrest, due progetti che, forse, sono uno soltanto. E due concerti che, forse, sono uno soltanto. Canzoni che sanno di un blues mistico e circolare. La sabbia, il sole, la musica dei Tuareg approdano a Faenza in Piazza della Molinella sabato 17 luglio alle ore 21. Ingresso € 5.

Laura Gramuglia