Afterhours interpretano Ennio Flaiano @ Assalti al Cuore (RN)
Percuotere la Mente è una sezione della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini che viene abitualmente ospitata nella suggestiva Corte degli Agostiniani, nel cuore della città, e che quest´anno anima l’estate riminese con sei serate di grande interesse, con protagonisti indiscussi della scena artistica italiana ed internazionale.
Nato nel 2005, il Festival Assalti al Cuore - altro nome estremamente evocativo - esplora il terreno di confine tra musica e letteratura, mettendo a dialogo canzoni e letture sceniche, scritture e partiture poetiche finalizzate alla teatralizzazione. Figure di rilievo del panorama culturale nazionale come Edoardo Sanguineti, Alda Merini, Erri De Luca, Vinicio Capossela, John Parish, hanno dato lustro, nel corso delle edizioni, alla manifestazione.
Venerdì 2 luglio entrambi i festival si sono dati appuntamento per celebrare il centenario della nascita di Ennio Flaiano, scrittore e intellettuale tra i più importanti del Novecento italiano. Lo hanno fatto con classe e cura chiamando a rendere omaggio alla vita e alle opere dell’autore Afterhours, sicuramente la più importante rock band italiana degli ultimi anni ed Enrico Vaime, autore televisivo e scrittore, amico e sodale di Ennio Flaiano.
In uno straordinario, seppur breve, spettacolo di letture e canzoni ideato e messo in scena dalla stessa band si sono alternati brani noti siglati Agnelli perfettamente in linea con i racconti scelti di Flaiano, tratti dalla raccolta Le Ombre Bianche. Ad impreziosire reading e note i ricordi di chi, per un tratto di strada, Flaiano l’ha accompagnato, Enrico Vaime. Spaccati di vita, pomeriggi spesi in uno studio a lavorare, domeniche al parco a prendere appunti sulle ore altrui e risate complici, tante risate e giochi. Di questi ultimi lo scrittore pare fosse un grande cultore. In ambedue i suoi interventi Vaime spesso racconta quanto poco la differenza di età tra loro avesse peso.
“Flaiano era un tipo scherzoso, ti concedeva l’amicizia con generosità. Tra noi c’erano ventisei anni di differenza anagrafica, eppure sembrava mio coetaneo, era spiritoso, gioviale, allegro, dotato di una malinconia comunque temperata dal grande senso dell’ironia che lo ha aiutato a uscire dalle tante difficoltà che ha incontrato nella sua vita”. Scrittore, giornalista, nonché sceneggiatore con Federico Fellini di uno dei capolavori del cinema di tutti i tempi, La dolce vita, Ennio Flaiano incontra un giovane Vaime intorno alla metà degli anni ’60 e da subito cerca di coinvolgerlo in un ambito poco caro alla scrittore quello televisivo. “Flaiano - prosegue Vaime - era il mio mito, il sogno della mia vita era quello di conoscerlo e poi ho avuto la fortuna non solo di realizzare quel sogno, ma anche di lavorare con lui, con un uomo che pur nella sua genialità non aveva la pretesa di insegnare niente ad alcuno”.
Brani come Quello che non c’è, Il Paese è reale, Musa di nessuno, Ballata per la mia piccola iena per una sera non hanno tempo. Escono da album e scalette e si prestano volentieri a incorniciare un racconto così come era già capitato loro in ambito teatrale nel corso dell’ultimo tour invernale della band. Compito eseguito in modo accorto, sincero, pienamente condiviso dall’autore perugino che in più occasioni esprime gratitudine e affetto per un gruppo che da sempre coltiva la propria evoluzione, alternando la varietà dei registri musicali e dei testi.
Laura Gramuglia

