Un gran galà di Danza al Comunale di Carpi, che vede protagonista l'étoile italiana di Parigi Eleonora Abbagnato, che si esibisce con alcuni amici protagonisti della danza classica mondiale.

CON LA PARTECIPAZIONE DI: Eleonora Abbagnato, Alice Renavand, Benjamin Pech, Aurelian Houette, Muriel Zusperreguy, Audric Bezard, Miki Hamanaka, Dinu Tamazlacaru

PROGRAMMA

Flammes de Paris
(1932)
choréographie Vasily Vaiononen
musique Boris Asafiev
MIKI HAMANAKA & DINU TAMAZLACARU

Notre Dame de Paris(1965)
choréographie Roland Petit
musique Michel Jarre
ALICE RENAVAND & AURELIAN HOUETTE

Lac de Cygnes(1895)
choréographie Marius Petipa
musique P.I. Tchaikovsky
ELEONORA ABBAGNATO & BENJAMIN PECH

Scarlatti Pas de Deux(2009)
choréographie José Martinez
musique Domenico Scarlatti
MURIEL ZUSPERREGUY & AUDRIC BEZARD

Cendrillon (1986)
choréographie Rudolf Noureev
musique Serge Prokofiev
MURIEL ZUSPERREGUY & AUDRIC BEZARD

Fado(1999)
choréographie Jean-Philippe Dury
musique Misia
ALICE RENAVAND & AURELIAN HOUETTE

Don Quichotte(1869)
choréographie Marius Petipa
musique Léon Minkus
MIKI HAMANAKA & DINU TAMAZLACARU

Proust ou les Intermittances du coeur << La prisonnière>>(1974)
Roland Petit
musique Camille Saint- Saens, Symphonie n° 3 pour orgue
ELEONORA ABBAGNATO & BENJAMIN PECH

 

Recensione e Intervista a cura di Francesca Miglioli

Introduzione
Il Teatro Comunale di Carpi é uno dei Teatri storici più belli dell'Emilia-Romagna, del tutto inatteso in una piccola cittadina di Provincia, che tuttavia vanta la sesta piazza più grande d'Italia.La sua programmazione per la stagione 2010/2011 si distingue per la raffinatezza delle proposte e per i nomi insigni del Mondo della Musica, del Balletto, nonché del Teatro d'Autore classico e contemporaneo. E' stata davvero una bella e del tutto inattesa sorpresa sapere che nel week-end 09-10 aprile 2011, ospite insigne sul Palco era niente poco di meno che l'Etoile dell'Operà di Parigi Eleonora Abbagnato, con i suoi amici, esponenti di levatura mondiale della Danza Classica e Contemporanea. 

Sabato 09-04-2011 é stata organizzata una piccola conferenza stampa presso il Ridotto del Teatro di Carpi per permettere ai giornalisti di porre alcune domande alla Grande Etoile italiana trapiantata a Parigi. Eleonora é apparsa vestita in modo informale, timida quanto disponibile a rispondere alle curiosità, e desiderosa di mostrare la stima e l'apprezzamento per il Teatro cittadino (da lei definito un gioiello d'architettura teatrale). Significative le critiche volte alla televisione Italiana per l'approccio al Mondo della Danza Classica così come accorato é stato l'appello alla valorizzazione del Teatro quanto luogo per eccellenza non soltanto della Danza o della Musica, ma della Cultura nel suo complesso. Si è parlato della significativa differenza di programmazione teatrale per il balletto tra Francia e Italia (contro i 145 spettacoli di danza organizzati dall'Operà di Parigi la Scala di Milano non é sempre in grado di garantirne 45 all'anno).

Differenze che rattristano l'artista al pari di molti suoi altri colleghi, e le impediscono professionalmente di rientrare nell'adorata Sicilia natia, dove dimora la sua famiglia. In nome della Passione per la Danza ha dovuto sacrificare la vicinanza ai propri cari nonché una vita spensierata, che dieci ore di allenamento quotidiano alla sbarra non rendono possibile. Rimasta la sola grande ballerina classica dei nostri giorni a ballare in tutto il mondo, assieme al collega Roberto Bolle, Etoile della Scala, Eleonora Abbagnato ha le idee chiare sulla situazione della Cultura italiana e sul Futuro della Danza, che deve ritornare protagonista anche nei Teatri Italiani, dove non manca la richiesta ma mancano i fondi per garantire un'adeguata organizzazione.

Alcune affermazioni di Eleonora:"Un piccolo teatro che ti dà emozioni, ha il suo fascino. Ho scoperto questa città girando per il mercato due minuti fa"Bello vedere il pubblico in attesa di ritrovarmi... sono via da tantissimi anni ma cerco di andare incontro ai teatri e agli artisti, aiutare l'Italia. E' molto difficile lavorare oggi, nessuno immagina quanto lavoro massacrante c'è dietro al successo. Si cerca di fare sempre al top del livello, con solisti giovani di tutto il mondo. Noi danzatori vogliamo vivere nei Teatri, é la cosa più bella. Devi far capire ai più piccoli che il teatro é davvero tutto un altro mondo, é sacrificio, non apparire. Qui la Danza é forse più amata che in Francia, il teatro si è riempito subito. C'è una fame e sete vera e propria di Danza. Esiste ancora questa cultura. Non gettiamo via il talento dei giovani".

Flashmusica le ha posto alcune domande sul mix tra repertorio classico e contemporaneo anche al di fuori dell'Operà nonchè un'opinione sulla rappresentazione della danza contemporanea al cinema.

Sulla prima questione l'Etoile riporta" Questa generazione è molto legata alla danza contemporanea e coreografi nuovi, e io cerco di sperimentare sempre, anche con nuovi coreografi italiani. La direttrice dell'Operà ne è molto atratta(...) Certo, la base resta la classica ma ci sono coreografi contemporanei di altissimo livello. Non impazzisco per quei festival che non hanno una base classica(...) stimo coreografi come Pina Bauch che abbiamo conosciuto attraverso l'Operà di Parigi, il TeatroDanza, che hanno avuto un grandissimo successo in giro per l'Italia."

E a proposito di cinema e danza, sulla scia della recente uscita di Black Swan " Triste... Criticato dalla ballerine e dagli artisti in generale, un quadro esagerato. Ma é comunque un film. Mi é dispiaciuto dare questa immagine della Danza ad una bambina che magari va a vedere il film con la mamma. E' vero che c'è competizione, ma non é così. Lei è bravissima, il film emozionante, ma mi ha sorpreso il coreografo (attuale compagno della Portman) per l'immagine che ha dato del nostro mondo, lui che è stato un vero ballerino, anche se sicuramente non sono state scelte sue quanto del regista.Non siamo tutte così depresse".

"Les Etoiles naissent dans la douleur". Ovvero la passione e lo spirito di sacrificio al primo posto nel Mondo della Danza.


Allo Spettacolo. 10-04-2011
Il Teatro gremito, di domenica pomeriggio, é una vista inusuale a Carpi. Gli spettatori andavano dai bimbi e bambine di 5 o 6 anni sino alle persone in età avanzata abbonate da molti anni alle stagioni del Comunale. Le Aspettative, leggendo il programma e vista la suggestiva cornice del Teatro e gli ospiti attesi, non possono che essere massime. E non sono state minimamente disattese.

Il Sipario si apre sulle note di "Flammes de Paris", con interpreti Miki Hamanaka accompagnata da Dinu Tamazlacaru.
Lei, prima ballerina dell'Opera Nazionale Lituana, di origine asiatica, ha ricevuto diversi premi in festival della Danza internazionali tra cui ricordiamo quello di Mosca e Tokyo. Lui, primo ballerino dello Staatsballet di Berlino di origine Moldava, é il vincitore di numerosi premi e riconoscimenti in tutta Europa.

Una coppia impareggiabile sul repertorio classico. Se Tamazlacaru sembrava volare mentre saltava, la Hamanaka non era da meno con la grazia e la precisione delle sue innumerevoli piroette. Molto apprezzata dal pubblico la straordinaria affinità di questa coppia artistica, sorridente e calda, che ha omaggiato il pubblico italiano presentandosi in costumi con fascia tricolore, in onore dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Ma il momento più emozionante dell'intera prima parte del Programma, se non il più emozionante in assoluto dell'intero Spettacolo, si é avuto in "Notre Dame de Paris", interpretato da Alice Renavand e da Aurelian Houette.

Lei, che ha debuttato all'Operà de Paris all'età di 17 anni, coniuga magistralmente opere del contemporaneo con un repertorio classico.
Lui, dell'Ecole de Danse de l'Operà de Paris, si cimenta al pari della sua partner artistica sia nel repertorio classico che in quello contemporaneo.

Il pubblico era rapito, assolutamente ipnotizzato dall'atmosfera creata dalle luci soffuse, e dalle figure estremamente delicate e avvolgenti create dai due artisti, tanto intensi nei movimenti da creare un'atmosfera drammatica davvero emozionante.L'ultima figura, in cui il Gobbo, interpretato da Houette, posa delicatamente Esmeralda addormentata al suolo, la Renavand, ha letteralmente incantato tutti.

Dopo un coinvolgimento così intenso non poteva che giumgere il momento più atteso dell'intero programma, ovvero la prima esibizione di Eleonora Abbagnato, accompagnata da Benjamin Pech, nel classico dei classici della Danza, il Lac de Cygnes.

Lei, siciliana scelta dal grande coreografo Roland Petit per interpretare "La bella Addormentata nel Bosco"a soli undici anni, é oggi Prima ballerina presso l'Operà di Parigi. Nel 2010 é stata insignita del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres. Lui, francese del Sud, fa parte della Compagnia dell'Operà di Parigi sin dal 1992, é solista nei ruoli principali dei più importanti balletti classici d'Europa nonché apprezzato interprete di creazioni moderne entrate nel repertorio dell'Opera di Parigi. L'Interpretazione non poteva essere più perfetta. Lei era davvero il cigno biancon algido immaginato da Tchaikovskj. E lui il Principe. Per un momento mi sono chiesta se mi trovassi all'Operà di Parigi piuttosto che al Comunale di Carpi.

A chiusura della prima parte del programma "Scarlatti Pas de Deux", eseguito da Muriel Zusperreguy e Audric Bezard. Dal fondale Blu, unica scenografia luminosa utilizzata fino a questo momento esclusa l'interpretazione di Notre Dame de Paris, si è passati a figure in controluce su fondo amaranto, senza musica. Un ballo sulle note del Silenzio, che si animava via via con la Musica e il cambio di Fondali. Pareva di vedere due piume fatte persona volteggiare nell'aria. Raffinato quanto contemporaneo applicato al classico di una perfezione inattesa.

Lei, parte del Corps de Ballet de l'Operà de Paris, ha danzato nei grandi balletti del repertorio classico e contemporaneo, già solista in numerosi balletti. Lui, ha iniziato a studiare jazz all'età di 4 anni, per poi passare successivamente alla classica arrivando sino all'ecole de l'Opera de Paris. Nel 2008 ha ottenuto il premio di Danza del cercle Carpeux.

La seconda parte del programma rivede tutti i ballerini, con le stesse coppie, interpretare nuovi repertori.

In "Cendrillon"sono proprio gli ultimi due ballerini della prima parte, Zusperreguy e Bezard, ad esibirsi. Un'interpretazione di Cenerentola davvero dolcissima, che lasciava l'impressione di un continuo e fluido abbraccio tra i due partner, esteso quasi sino al pubblico.

A seguire "Fado", un'altra magistrale interpretazione di danza contemporanea e classica riunite. E' la Renavand, una rivelazione per chi scrive, ad iniziare un assolo su una base musicale costituita unicamente dalla pioggia. In un sensuale quanto austero completo nero, è stata accompagnata nuovamente da Houette, che sia sull'assolo che nella parte in coppia con la sua partner ha suscitato la meraviglia generale (non si contano i commenti in tal senso).

Penultima parte del Programma riservata a un grande classico "Don Quichotte", con protagonisti Hamanaka e Tamazlacaru. Eguagliando se non superando i virtuosismi dimostrati prima, hanno divertito e stupito gli spettatori con splendidi costumi, ed in particolare la Hamanaka ha colpito per l'abilità e la padronanza dell'utilizzo del ventaglio spagnolo su una base che non disdegna le infinite vibrazioni dell'arpa.

Infine, gran chiusura del Galà con Abbagnato e Pech sulle note di " Proust ou les Intermittences du Coeur", una struggente quanto innovativa interpretazione della Prigioniera da parte della prima ballerina di Parigi, accompagnata da un partner che anche solo appare ineguagliabile.

L'intero spettacolo, la cui direzione artistica, ad opera di Cavalcanti e Zarzana, é risultato splendido, attingendo a un'atmosfera di perfezione che personalmente non avevo mai avvertito prima in un Teatro Italiano.Una regia che ha avuto solo qualche incertezza iniziale ma che ha meritato pienamente la presenza e la visione.

Un pomeriggio all'insegna della massima bellezza e musica.