Intervista al pianista Daniele Furlati
Daniele Furlati al Piano
Il Pianoforte è tra gli strumenti classici più presenti e utilizzati nella musica sperimentale o jazz. Un giovane pianista può anche decidere di dedicarsi ad altre forme d'arte, come il Cinema o il Teatro. Flashmusica ha incontrato per voi il pianista Daniele Furlati per parlarne, e sfatare i luoghi comuni della classica non è una formazione superata, ma quanto mai attuale come fucina di creatività inter-artistica.
A cura di Francesca Miglioli
FM: Hai una formazione da conservatorio, ma collabori molto con il mondo della cinematografia. Come nasce questo binomio?
DF: Mi sono diplomato in composizione e strumentazione banda e pianoforte, e ho iniziato già a 17 anni a fare spot pubblicitari con Alessandro Cappelletti, fino ad arrivare con lui le musiche per il film "Viva San Isidro" nel '95. Ho poi avuto la fortuna di studiare all'Accademia Musicale Chigiana di Siena con Sergio Miceli ed Ennio Morricone seguendo corsi di musica per film, e così mi sono appassionato alla musica applicata ancora di più.
FM: Cosa prevede il tuo repertorio?
DF: Principalmente suono solo ed esclusivamente Musica mia, il concerto del 26/03/2011, comprenderà sia musiche per cinema, teatro, che da camera. Tra le varie esperienze che sto portando in giro vi è lo spettacolo "Novelle fatte al piano" uno spettacolo per pianoforte, voce recitante e cantante, tratto da un'opera di Gianni Rodari, e, per il Teramo poesia festival ho presentato anche lo spettacolo "Tutta la mia confusione", interpretato e scritto da Valentina Carnelutti, che ho accompagnato in scena.
FM: Lavori con la Musica declinandola nella Letteratura, nel Teatro, e nel Cinema. Qual è l'impatto emotivo quotidiano che questi confronti implicano?
DF: Per me lavorare con non-musicisti, registi come Diritti, Scrittori come Federica Iacobelli, Attori come Ivano Marescotti, mi arricchisce perché mette in discussione il mio modo di vedere le cose. M'insegna un distacco da ciò che faccio, a vedere le cose da un altro punto di vista, quello dell'insieme. Lavorare nelle opere collettive è molto più bello che lavorare soli.
FM: La tua esperienza dimostra come una formazione nella musica classica non releghi i Giovani Musicisti che così iniziano a una carriera "noiosa" o "tradizionale", ma anzi può portare a collaborazioni interartistiche più che attuali e coinvolgenti. Qual è il messaggio che ti senti di dare ai tuoi colleghi più giovani?
DF: Vorrei dirgli di non fossilizzarsi nelle mode, ma di essere prima di tutto sinceri con se stessi, e scoprire quali sono le vere passioni, che non sono quelle imposte dalla scuola, dalla famiglia o dal gruppo di amici. Io mi emozionavo con le orchestre da ballo a Cattolica, ma anche con le sigle dei cartoni animati, oppure Horowitz che suona Chopin e Scarlatti, e ancora i Beatles a casa...Da tutte queste esperienze, e soprattutto dal filtraggio di esse, si può creare un proprio percorso artistico personale che racchiuda il tutto.
FM: Quali sono i tuoi prossimi progetti, nonché sogni nel cassetto?
DF: Due lavori teatrali con Federica Iacobelli , attualmente in fase di lavorazione, come "Mister P", la storia di un pavone innamorato della pompa di benzina, che ci porta a riflettere sul narcisismo e l'amore per gli oggetti inanimati, tema molto attuale. Inoltre ho 5 progetti documentaristici, tra cui quello di Francesco Satta su Maria Giacobbe, e un altro di Patrizia Santangeli, oltre ad altri progetti cinematografici.
Note sull'artista: Daniele Furlati ha curato le musiche di numerosi progetti cinematografici. Tra le sue composizioni più note, gli score di: L'uomo che verrà e Il vento fa il suo giro.
Ascolta Daniele in alcune delle sue composizioni cliccando qui

