Quando un "lavoratore dello spettacolo" (intendendosi per spettacoli anche i concerti nei pubs) si esibisce in pubblico e riceve un compenso, chi lo paga deve versare anche una piccola quota di contributi. Perché i contributi che vengono versati a suo nome vadano a buon fine, il "lavoratore dello spettacolo" deve essere iscritto all' ENPALS. Questi contributi devono essere pagati da chi chiama i ragazzi a suonare, e non dai ragazzi. È un obbligo di legge che riguarda qualunque rapporto di lavoro, non solo lo spettacolo (per i lavoratori tradizionali, l'ente delegato è l'INPS). L'organizzatore dello spettacolo può assolvere i suoi obblighi presso gli uffici della SIAE. Anche Claudia, che canta, deve essere iscritta all'ENPALS, ma se non ha ancora provveduto può farlo senza alcun problema (e senza alcun costo) presso gli uffici della SIAE. In questo caso le verrà assegnato un "numero di posizione ENPALS".
Questi contributi sono versati a fini pensionistici, e naturalmente ne potrà beneficiare solo raggiungendo un certo numero di serate di attività. Ma sono -come detto- obbligatori, e in caso di controllo l'organizzatore (ripeto, l'organizzatore e non i ragazzi) può andare incontro a sanzioni. I controlli possono essere effettuati anche dalla
SIAE, in virtù di una convenzione tra SIAE e ENPALS.
Questo è il principale obbligo di Claudia per cantare nei locali. Tutti gli altri adempimenti sono a carico degli organizzatori.