Domanda riguardante un regolare associato SIAE come compositore (sezione musica):
Cosa avviene dopo la cancellazione (o morosità):
- Le opere depositate vengono distrutte o rimangono archiviate?
- E se rimangono archiviate, in caso di plagio, gli archivi SIAE costituiscono ancora la prova che il tale autore ha scritto tali opere?
- In caso in cui in un secondo momento l'ex-associato si riassocia:
1) paga delle penali particolari?
2) le opere precedentemente depositate, se non distrutte, vengono automaticamente riassegnate all'autore?


Per dare delle risposte sintetiche ma non evasive bisogna richiamare il regolamento della SIAE (che trovate sul sito, www.siae.it, cliccando su "la SIAE" nella barra in alto, e poi "Statuto e Regolamenti", infine "Regolamento generale").
Consiglio quindi di prendere la mia risposta più come un indirizzo, che non come "oro colato".
Il deposito alla SIAE di un brano interessa personalmente l'autore (mentre quello che si riferisce al suo rapporto associativo è il "bollettino di dichiarazione"), poiché documenta la paternità dell'opera dichiarata. Nel momento in cui un autore non sia più legato alla SIAE da un rapporto associativo, la SIAE non ha più alcun obbligo di svolgere servizi a suo favore, e dunque nemmeno l'obbligo di conservare il repertorio da lui depositato.
Questo non significa automaticamente che i brani depositati vengano distrutti. Qualora l'autore si associ di nuovo, ad esempio, può far richiesta di recuperare il repertorio eventualmente ancora giacente in SIAE. Sul fatto che -fuori dal rapporto associativo- un giudice possa chiedere alla SIAE di produrre un deposito eventualmente ancora custodito, non so darti alcuna informazione.
Per quanto riguarda la nuova associazione, non si pagano sanzioni ma si deve ricominciare la pratica da zero, almeno per quel che concerne i pagamenti.
Il recupero del repertorio non è automatico, in questo caso, ma avviene su richiesta del nuovo/vecchio associato.